La mostra

Una mostra immersiva e interattiva, nell’universo creativo di Mondrian. Alle pareti infatti non ci sono quadri ma immagini che compongono un racconto, dove il nuovo paradigma diventa: vietato non toccare! 

Una narrazione inedita, un viaggio tra Parigi, Londra, New York e Amsterdam alla scoperta dell’evoluzione creativa del pittore olandese.

Piet Mondrian Universale ci fa conoscere Mondrian attraverso i suoi stessi occhi, con evocazioni di luoghi lontani nello spazio e nel tempo. Inoltre, ci invita virtualmente nel suo studio parigino. Ci fa scoprire la sua passione per la musica jazz che a tratti diventa ispirazione per le sue opere, ci fa comprendere la sua incessante necessità di andare oltre l’apparenza reale, alla ricerca dell’universale.

Un percorso visivo, fatto di oltre 100 opere, che comincia dal conosciuto, per addentrarsi sempre più nello sconosciuto, viaggiando attraverso le varie fasi della produzione artistica di Piet Mondrian. Il realismo e l’interesse per il paesaggio, il tema dell’albero e la ricerca sul colore, passando per le contaminazioni con le avanguardie di inizio Novecento, fino ad arrivare poi  all’esperienza neoplastica e all’arte astratta.

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Il progetto di una mostra multimediale dedicata a Mondrian

Il progetto di una mostra multimediale su Mondrian nasce da una sua frase del 1924: «…chi rimarrà in sala potrà ammirare le pitture neoplastiche appese alle pareti o ancor meglio, se i mezzi tecnici lo permetteranno, proiettate».

Da queste semplici parole, capaci di evocare il sogno di un futuro solo immaginabile, nasce l’idea di realizzare una mostra multimediale interattiva dedicata a Piet Mondrian e alla sua arte.

Parole di circa un secolo fa che immaginavano profeticamente un futuro con la tecnologia al servizio dell’opera e come strumento espositivo. Quel futuro è dunque il nostro presente e ciò che per Piet Mondrian poteva solo essere immaginato, oggi possiamo viverlo come un’esperienza reale.

Piet Mondrian è uno tra gli artisti più popolari dell’arte moderna. I suoi rettangoli rossi, gialli e blu, ordinati dalle ortogonali nere su fondo bianco, sono infatti un’immagine iconica capace di penetrare l’essenza della modernità. Attraverso l’utilizzo delle sue composizioni, nella moda (celebre fu la sfilata a lui dedicata da Yves Saint Laurent negli anni ‘60), nell’architettura, nel design e nella pubblicità, l’arte di Piet Mondrian è diventata parte della nostra cultura e della nostra quotidianità.
Quel desiderio, comune a molte avanguardie artistiche, di un mondo futuro in cui tra arte e vita non ci fossero più distinzioni e che in qualche modo per Mondrian è diventato realtà, è dunque l’incipit della mostra a lui dedicata.

I curatori

Alessandro Marrazzo

regista e direttore artistico

Alessandro Marrazzo è regista, scenografo, show designer, lighting designer, sceneggiatore e autore televisivo. Comincia la sua formazione frequentando il liceo artistico e contemporaneamente entra in contatto con artisti del calibro di Gilberto Zorio, Luigi Mainolfi e Marco Gastini diventandone assistente. Terminato il liceo si iscrive dunque all’Accademia di Belle Arti (laureandosi con 110/110 e lode) e contemporaneamente lavora come direttore tecnico presso il Teatro Juvarra di Torino.

Il 1993 è l’anno dell’incontro con il cinema: a soli 24 anni comincia a filmare scenografie per i film dei maggiori autori italiani ed ha oggi decine di lungometraggi. Candidato più volte ai maggiori riconoscimenti del settore (nominations al Ciak d’oro ed ai Diamanti al Cinema), nel 2006 viene riconosciuto miglior scenografo dell’anno conquistando il prestigioso premio internazionale Chioma di Berenice Asc Cinecittà Studios. Fervente sostenitore della scenografia come vera e propria drammaturgia visiva, negli anni duemila comincia inoltre ad occuparsi di regia, studia sceneggiatura presso l’università La Sapienza di Roma e lighting design con i grandi nomi dello showing designer europeo.
Tra i pochi artisti italiani capaci di passare dal teatro di ricerca, al musical, dai recitals comici per i palazzetti dello sport, all’opera lirica. È infatti uno degli scenografi cinematografici più importanti d’Italia.

È regista di spot pubblicitari. Spesso anche autore del soggetto, della sceneggiatura e della scenografia, ha realizzato prodotti per le principali reti televisive nazionali ed europee. È per di più regista e show designer di grandi eventi e spettacoli. È regista, autore e scenografo di trasmissioni televisive. Ha lavorato per le reti televisive italiane RAI e MEDIASET. È regista, autore, scenografo e lighting designer di spettacoli teatrali. Ha lavorato inoltre per le principali compagnie italiane e per gli artisti più popolari. Artista poliedrico, oggi infatti lavora in tutti gli ambiti dello spettacolo, dal cinema al teatro, dalla tv alla lirica, dagli spot pubblicitari agli allestimenti museali, dall’animazione alla multimedialità.

Ilaria Porotto

curatrice

Curatore indipendente e consulente d’arte, dal 2005 lavora nel campo dell’arte contemporanea, occupandosi di progetti espositivi ed editoriali, e di art advisor. Completati dunque gli studi universitari a Genova e un Master in Management curatoriale a Roma, ha iniziato subito a collaborare alla realizzazione di importanti esposizioni con artisti di rilievo internazionale, come Damien Hirst, Jeff Koons, Sigmar Polke e Rudolf Stingel. Numerosi sono i progetti seguiti in Italia (i più recenti a Palazzo Grassi, Venezia) e in vari musei e istituzioni.

Andrea Lerda

curatore

Storico dell’arte e curatore free lance. Dopo la specializzazione in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Bologna ha collaborato con il CeSAC – Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, con l’Associazione Culturale Marcovaldo e la Galleria Civica di Modena. È stato inoltre direttore di galleria presso Franco Soffiantino a Torino, Studio la Città a Verona e assistente di direzione presso la Galleria Lia
Rumma di Milano. Nel 2015 e nel 2016 è stato responsabile organizzativo di PER4M, nell’ambito di Artissima – Fiera Internazionale d’arte contemporanea di Torino. Ad oggi ha curato dunque numerose mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati. Tra le principali pubblicazioni si citano: Il topos del sublime nella retorica pubblicitaria / Del Sublime, in “Retorica e pubblicità” di Annalisa Cattani, Lupetti Ed, 2009 e di prossima uscita Nature is Balance, in Landscapes, Natures, ecologies. Italy and the Environmental Humanities a cura di S. Iovino, E. Cesaretti, E. Past. Charlottesville, University of Virginia Press.

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